Adriano Noviello e Peppe Pagano sono due allevatori che da più di una settimana stanno protestando contro il “caos brucellosi” con lo sciopero della fame.
L’inchiesta della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, ha accertato come migliaia di bufale, in realtà sane, sarebbero state abbattute, creando danni per diverse centinaia di migliaia di euro agli allevatori dell’Aversano.
Gli addetti ai lavori hanno così avviato una protesta nei confronti dell’Asl di Caserta e della Regione Campania, ed in particolare, otto giorni fa, Adriano e Peppe hanno anche iniziato lo sciopero della fame.
Le condizioni fisiche dei due allevatori iniziano a destare preoccupzione, tant’è che questa mattina il sindaco di Casal di Principe, nonché medico, Renato Natale, si è recato dai due uomini per monitorare la loro situazione.
“Questa mattina abbiamo chiesto l’intervento urgente del Prefetto di Caserta per attivare immediatamente l’assistenza medica per Adriano Noviello e Peppe Pagano” ha spiegato Gianni Fabbris, portavoce del movimento composto da diverse associazioni di allevatori.
“Abbiamo rappresentato al Prefetto la nostra forte preoccupazione per la loro salute che nelle ore scorse ha dato segnali fisici di stress e di difficoltà. Siamo in attesa di interventi, ritenendo le istituzioni responsabili della salute dei nostri due fratelli costretti a attuare questa forma di lotta civile per sbloccare una situazione ormai intollerabile per tutto il comparto e il territorio”.
Gli abbattimenti indiscriminati da parte della Regione Campania di 120mila bufale campane in dieci anni, delle quali solo l’1,4% è risultata affetta da brucellosi, ha provocato la chiusura di 300 aziende bufaline con tantissimi posti di lavoro persi.
“Questi sono i numeri del fallimento del piano della Regione Campania. Numeri che sono usciti perché le associazioni hanno fatto denunce. E ora c’è la magistratura all’opera. La Regione, per quanto ci riguarda – insiste Fabbris – deve cambiare modo di ragionare. Il nuovo piano per combattere la brucellosi, deve partire anche dalla prevenzione e deve comprendere innanzitutto la possibilità di vaccinare i capi di bestiame sani”.
Intanto, questa mattina le diverse associazioni di allevatori della bufala campana – Altra Agricoltura, Agricepi, Cna – hanno protestato con un corteo di trattori partito dal piazzale antistante lo stadio di Casal di Principe, per giungere in Via Unità d’Italia, davanti alla sede dell’Asl. Oggi la delegazione incontrerà l’assessore regionale all’Agricoltura Nicola Caputo.