Un medico pediatra, titolare del centro sanitario in via Vaticalea a Casal di Principe, e sua moglie sono stati arrestati dai carabinieri del posto. I due, rinchiusi ai domiciliari, sono accusati di omicidio colposo, esercizio abusivo della professione, violazione dei sigilli, falsità ideologica in certificati e sostituzione di persona. I coniugi ebbero in cura per due anni una bambina di tre anni di Giugliano, senza accorgersi che era affetta dal tumore che la condusse alla morte. La donna, che non è medico, è accusata anche di esercizio abusivo della professione, poiché affiancava il coniuge, nella struttura sanitaria privata che è stata sequestrata.
Il reato di violazione dei sigilli viene contestato in quanto già in passato, i locali del centro erano stati sottoposti a sequestro dopo un intervento dei Nas, ma i due indagati avevano continuato ad utilizzarli.
La procura di Napoli Nord, diretta da Francesco Greco, contesta alla coppia una «colposa sottovalutazione dei sintomi che la paziente presentava, condotta anche attraverso un’omissione dei doverosi approfondimenti che determinò un ritardo nella diagnosi». Le loro condotte, scrive il gip «cagionarono la morte della bambina», nel 2014, alla quale non diagnosticarono in tempo il cancro.
I fatti contestati vanno dal 2011, quando la bambina aveva tre mesi, al 2013, momento in cui con il precipitare della situazione, fu portata di nuovo al centro specialistico, dove però le fu somministrato solo un antinfiammatorio. Quello stesso pomeriggio, i genitori decisero di portarla al Santobono perché la piccola continuava a piangere, lì vennero a sapere della terribile notizia, la bimba era affetta da neuroblastoma al IV stadio, un tumore maligno che aveva già prodotto numerose metastasi. Per lei non c’è stato più nulla da fare.
La coppia secondo l’accusa sarebbe responsabile anche della morte di un’altra bimba, di quattro anni, che perse la vita mentre i due coniugi avevano in cura la bimba di tre anni.