Nuovi scavi sono stati avviati a Casal di Principe su disposizione del Pm della Dda, Catello Maresca, per trovare i rifiuti tossici interrati dalla camorra ed indicati dai pentiti. Da ieri i Vigili del fuoco di Napoli, l’Arpac e il corpo forestale di Napoli, stanno unitamente portando avanti le attività di scavo nel sottosuolo di un terreno di poco più di un ettaro e mezzo, situato alle spalle dello stadio di Casal di Principe, già sottoposto a sequestro in passato e poi dissequestrato, riconducibile ad una società casalese.
Secondo i collaboratori di giustizia, alla fine degli anni 80 e inizio 90 sono stati sepolti rifiuti provenienti dalle industrie del nord Italia e dall’estero. Sul posto è al lavoro una sola escavatrice che è riuscita a scendere a poco più di quattro metri di profondità. Le operazioni continueranno per diversi giorni.
Da un prima ispezione della zona i tecnici dell’Arpac hanno riscontrato già la presenza di fanghi industriali, idrocarburi, materiali ferrosi, materiali di risulta e plastiche di varia natura.
Negli anni passati lo stesso pezzo di terreno è stato più volte oggetto di indagine da parte dei magistrati, ma non erano mai stati effettuati scavi per accertare la presenza di rifiuti tossici. Circa tre anni fa la situazione è balzata sotto ai riflettori per le dichiarazioni di Carmine Schiavone, che confessò anche in tv che la camorra, su richiesta di imprenditori del nord e con il benestare della politica, era riuscita ad interrare rifiuti nocivi in Campania, danneggiando terreni fertili e paesaggi e arrecando pericolo alla salute umana.