Il film Gomorra, del regista Matteo Garrone ispirato al libro di Roberto Saviano, di cui lo scrittore ha curato anche la sceneggiatura continua a rivelarsi un’opera di promozione della criminalità organizzata, più che di denuncia com’era stata presentata al grande pubblico. Un altro attore del cast fin troppo reale, Bernardino Terracciano, 68enne ritenuto affiliato al clan Bidognetti, è stato condannato all’ergastolo per omicidio. L’uomo nella pellicola del 2008 interpretava la parte “zì Bernardino”, esponente criminale che organizzava una trappola, insieme a dei complici, per uccidere due ragazzini che non ubbidivano alla leggi della camorra.
Ebbene nella realtà molto vicina alla “finzione”, la condanna dell’ergastolo è stata inflitta nel processo per il duplice omicidio di Giuseppe Caiazzo e del padre Luigi. Il luogo in cui si è consumato l’assassinio, per la Dda, sarebbe la masseria del fratello dell’attore situata a Villa Literno. In particolare, per quanto riguarda l’omicidio di Luigi Caiazzo, Bernardino Terraciano ha avuto il ruolo di portare la vittima all’interno della masseria del fratello, Giuseppe Terraciano, anche lui condannato all’ergastolo, dove Raffaele Catone lo avrebbe colpito al viso da distanza ravvicinata e poi occultato il cadavere in un pozzo. ll movente dell’omicidio scaturì dalla faida che all’epoca vedeva contrapposta la NCO, capeggiata da Raffaele Cutolo, contro il clan dei casalesi guidato da Schiavone, Bidognetti e De Falco. Condannati all’ergastolo anche Francesco Bidognetti, alias “Cicciotto e mezzanotte” ed il ras Raffaele Catone, considerato l’esecutore materiale dell’omicidio. Inflitti inoltre, 13 anni e mezzo a Domenico Bidognetti, 12 anni a Pasquale Vargas, 16 anni e mezzo a Enrico Verde e 16 anni a Francesco Montone.