Venti persone sono accusate di associazione a delinquere finalizzata allo spaccio e cessioni di stupefacenti. La Procura di Napoli ipotizza un giro di droga tra Caivano e Gricignano di Aversa.
In particolare, secondo la Dda partenopea uno degli indagati, supportato dai suoi parenti, avrebbe messo in piedi uno smercio di droga con roccaforte in una stradina del centro di Caivano.
Da quanto è emerso, per ordinare la sostanza stupefacente venivano utilizzati messaggi in codice. Tantissimi i nomi utilizzati, da ‘spazzatura’ a ‘tritolo’ passando per ‘tute’, ‘benzina’, ‘pannolini’, ‘funghi’, ‘magliette’, ‘panni’, ‘la grande o la piccolina’, ‘vino’, ‘prosecco’ ‘pittura’, ‘intonaco’ e ‘panettoni’.
Inoltre, sarebbero state utilizzate schede telefoniche sim intestate a soggetti ignari o inesistenti, attivate attraverso documenti falsi.
Infine, nell’abitazione di famiglia sarebbero stati presi anche alcuni accorgimenti tesi a prevenire eventuali controlli delle forze dell’ordine o comunque a verificare tempestivamente l’identità dei soggetti che arrivavano. Nello specifico all’ingresso è stato installato un doppio cancello e predisposto un sistema di videosorveglianza con quattro telecamere. La stessa attività illecita era stata intrapresa anche a Gricignano di Aversa, dove si vendeva soprattutto cocaina.