La legge è uguale per tuttiIl giudice del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, Federica Villano, venerdì scorso al termine dell’udienza preliminare del processo per l’omicidio di Cibati Seiano, il detenuto dell’Opg di Aversa ucciso nel gennaio del 2015 da cinque carcerati che volevano punirlo per gli atti di pedofilia commessi, ha accolto la richiesta presentata dai difensori dei familiari dell’uomo, portando in tribunale il Ministero della Giustizia con a capo Andrea Orlando. Seiano, originario di Vico Equense  era finito dietro alle sbarre del carcere psichiatrico «Filippo Saporito»,  dopo una condanna emessa dal tribunale per abusi su minori.

Approfittando di un momento di distrazione della polizia penitenziaria e degli infermieri, cinque carcerati aggredirono con calci e pugni la vittima alla testa sfondandogli il cranio, rompendogli la mascella e le ossa del dorso, e lesionandogli i polmoni. La vittima morì nella sua cella al freddo, al buio e da solo dopo una lenta agonia a seguito delle numerose ferite riportate. Il corpo privo di vita del detenuto fu trovato solo la mattina successiva dal personale del penitenziario.

Nella richiesta dei legali della famiglia di Seiano si legge che hanno deciso di chiamare in causa il Ministero in quanto «il detenuto era affidato alle cure dello Stato».