Cipriano ChianeseNell’ambito del processo Resit, che vedeva imputate 29 persone per disastro ambientale e traffico illecito di rifiuti, aggravati dall’aver agevolato il clan dei Casalesi, è stato condannato a 20 anni l’avvocato di Parete Cipriano Chianese, proprietario e gestore fino al 2003 della discarica Resit di Giugliano. Derubricati gli altri reati. Sedici anni invece a Gaetano Cerci, imprenditore considerato legato al clan dei Casalesi, mentre cinque anni e mezzo di reclusione per l’ex subcommissario ai rifiuti, Giulio Facchi.

I reati contestati si riferiscono all’inquinamento della discarica Resit di Giugliano, un impianto nel quale per decenni, anche durante il periodo dell’emergenza rifiuti gestita dal Commissariato, sono stati sversati rifiuti tossici senza alcun controllo. La sentenza è stata emessa dalla V sezione della Corte d’assise, presieduta da Adriana Pangia, dopo circa nove ore di camera di consiglio.