Ieri mattina, i Carabinieri di Aversa, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misure cautelari personali in carcere, emessa dal GIP del Tribunale di Napoli, a carico di due soggetti di 53 e 51 anni, accusati di “tentata estorsione continuata in concorso”, con l‘aggravante  “dall’aver agito con metodo mafioso”.

Il provvedimento scaturisce da una più ampia attività investigativa, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli e condotta dai militari normanni attraverso intercettazioni telefoniche ed ambientali, servizi di osservazione, controllo e pedinamento.

Secondo gli investigatori i due arrestati, in concorso tra loro, si sarebbero presentati presso due cantieri edili dislocati nei centri urbani di Aversa e Lusciano: prima cercando insistentemente di incontrare i titolari delle imprese edili; successivamente, entrando in contatto con costoro, con atteggiamento minaccioso, e tentando di estorcere somme di denaro, non meglio quantificate, in nome e per conto degli “amici di Aversa e Casale”. Infine, avrebbero aggredito fisicamente, in una delle due circostanze, una delle due vittime.

Dalle indagini è emerso che le richieste estorsive non sarebbero state portate a compimento a causa della resistenza opposta da entrambe le vittime, le quali hanno denunciato gli eventi presso i Comandi sul territorio dell’Arma dei Carabinieri.

Entrambi gli indagati erano già ristretti presso il carcere di Santa Maria Capua Vetere a seguito di arresto in flagranza di reato per fatti dello stesso tipo, consumati con le stesse modalità ai danni di un altro imprenditore operante nella città di Aversa.