Pasquale Savanelli, l’omicida di Gennaro Galdiero, il «re delle mele» ucciso nel maggio del 2014 a Caianello con sei colpi di arma da fuoco, è stato scarcerato. Savanelli socio della vittima, condannato a 30 anni di carcere, ieri ha beneficiato degli arresti domiciliari a Giugliano, dopo soli due anni trascorsi in carcere, su disposizione del giudice Giovanni Caparco del tribunale di Santa Maria Capua Vetere e su richiesta dell’avvocato difensore Antonio Mirra. Le motivazioni della scarcerazione sono dovute alle condizioni di salute ritenute incompatibili con il sistema carcerario.
Gennaro Galdiero era collega e amico di Savanelli, titolari di coop agricole riunite nell’Aop, l’associazione di produttori ortofrutticoli di cui Galdiero era amministratore delegato. I due erano molto amici, ma nel 2014 il rapporto si incrinò per via di incomprensioni e le acredini culminarono tragicamente il 27 maggio, quando Savanelli dopo aver pranzato in un ristorante di Caianello insieme a Galdiero, all’uscita dal locale, quando quest’ultimo entrò in macchina, lo sparò uccidendolo. Savanelli, dopo poche ore, decise di consegnarsi alle forze dell’ordine, confessando l’omicidio. Il pm della procura di Santa Maria Capua Vetere, Stefania Pontillo, aveva chiesto per l’assassino l’ergastolo, il giudice Caparco, nell’ottobre del 2015, condannò l’imputato a 30 anni per omicidio volontario, al termine di un processo con rito abbreviato. Adesso l’assassino del «re delle mele» sconterà la pena a casa, almeno fino a quando la sua saluta non migliorerà.
La vittima, ha lasciato due bambini piccoli e la moglie Serena, che in questi due anni ha portato avanti l’impresa di distribuzione di mele del marito da sola.