Giulia Tramontano, la 29enne di Sant’Antimo, incinta, che fu uccisa dal fidanzato Alessandro Impagnatiello era ancora viva dopo le prime nove coltellate infertegli dall’assassino, che si accani sulla donna arrivando a finirla con 37 fendenti, ciò ha indotto il Giudice per le indagini preliminari di Milano, Angela Minerva, a ritenere che sussiste anche l’aggravante della crudeltà. Il processo inizierà il 18 gennaio, quattro le aggravanti che si aggiungono all’accusa di omicidio volontario: premeditazione, crudeltà, futili motivi e rapporto di convivenza. Il delitto avvenne nell’abitazione di Senago (Milano) lo scorso 27 maggio. Secondo gli inquirenti “già a partire dal dicembre 2022” avrebbe fatto “ingerire per alcuni mesi all’inconsapevole vittima del bromandiolone”, un “potente” topicida, “intensificandone la somministrazione a partire dal marzo” scorso, in un “quantitativo tale da raggiungere anche il feto”, tentò di bruciare il corpo nella vasca da bagno e “nel proprio box”, nascose il cadavere “avvolto in buste di plastica” in un “anfratto posto dietro” ad un altro box nelle vicinanze nella casa, il macabro ritrovamento avvenne dopo quattro giorni.