
La Caritas Diocesana Aversana, costantemente impegnato ad assistere persone indigenti e in difficoltà, sta scrivendo una significativa pagina di storia relativa alla diocesi di Aversa. Infatti, ispirata da San Paolo, si muove diuturnamente nell’ambito della “Carità”, la più grande delle “Virtù Teologali”, come è puntualmente documentato nel libro: “In-mensa-mente. Esperienze di cura delle povertà nel territorio Diocesano”. Il “Dossier 2024”, finito di stampare nell’ottobre 2024, per conto della Caritas Diocesana di Aversa in collaborazione con la “Scuola Sociopolitica Diocesana Eupolis”, apre opportunamente alla partecipazione degli studenti dell’Istituto Andreozzi di Aversa e dell’Unicef, pregevolmente guidata da Emilia Narciso. Giunto alla sua sesta edizione, il lavoro, che si avvale dell’apporto di autori che rispondono ai nomi di Pasquale Arciprete, Raffaella Ciccarelli, Emilio di Fusco, Gloria Focone, Raffaele Magliulo, Annalisa Marinelli, Emilia Narciso, Clara Niola, Ciro Pizzo, Luigi Pianese, Carmine Schiavone, Maria Vacca, Francesco Vasca, e del contributo di: Francesco Campanile, Peppino Esposito, Susy Fera, Alessandro Palumbo, Antonio Sgariglia, prende le mosse dalla Prefazione del Vescovo Angelo Spinillo.
Sottolineando come sia il frutto di una sapiente collaborazione per le competenze e gli interessi generosamente attenti alla vita delle persone e della nostra gente, alle difficoltà che si vivono nel territorio e alla speranza di conoscerne meglio le risorse e le potenzialità, per cercare insieme con rinnovata fiducia, un percorso di concretizzazione, di aspirazione e di progetti. Il Presule segnala il grande obiettivo di dover condividere la storia di ciascuno e di accoglierla nella propria storia per sentirla come storia comune a tutta l’umanità. Solo questa “forma mentis” potrà trasformare un incontro di esseri umani da occasionali amici a fratelli, che condividono la vocazione a vivere nella luce della carità. Ricordando l’Apostolo delle genti, l’Ordinario Diocesano cita la parabola del seminatore, che spargendo sulla terra il seme che gli è stato donato come ricchezza prodotto dalla terra stessa, non trattiene per sé quella ricchezza ma con ampio movimento del braccio, aprendo la mano lancia quel seme, la sua ricchezza sulla terra, fiducioso che dove cadrà germinerà e produrrà “il 30, il 60, il 100 per uno”.
Dal canto suo Don Carmine Schiavone, Direttore della Caritas, ci parla di un luogo in cui sedersi, un tempo da cui partire, visti come qualcosa di in-mensa-mente grande, perché si tratta del gesto universale di nutrirsi insieme. Svolgendo questa missione si potrà arrivare a tutte le mense e i luoghi di conforto per coloro che arrancano nella fragilità, individuando la parrocchia come luogo privilegiato per rilevare le esigenze del territorio e promuovere azioni di solidarietà. Schiavone, inoltre, segnalando in particolare i giovani che hanno vissuto un percorso di condivisione in questo ultimo anno, si augura che possano percepire la bellezza e il valore di una comunità che si mette in dialogo sempre, allargando costantemente la propria visione per assolvere alla pratica di quella solidarietà comunitaria che è alla base dell’essere cristiani.
Non a caso Pasquale Arciprete, Direttore di Eupolis, titola il suo intervento: “Salvezza cristiana e liberazione umana“, perché, essendo un’associazione di promozione culturale e sociale, Eupolis aspira a perseguire e stimolare la visione della comunità parrocchiale come comunità sociale e solidale, favorendo una cura fraterna che diventi, oltre le risposte ai bisogni ed esigenze materiali immediate, un percorso che miri a diventare integrale promozione umana, emancipazione culturale e sociale, possibilità di praticare concretamente le “Capabilitys” personali e i talenti individuali, fino a diventare occasione pratica di complessiva crescita civile.
Le pagine, intervallate dalle foto degli studenti dell’Istituto Andreozzi, sono organizzate in sette Capitoli, che, partendo dall’illustrazione del Progetto, auspica che gli altri diventino da protagonisti i testimoni, come quelli che hanno agito nelle parrocchie di Sant’Antimo in Sant’Antimo, di Santa Croce in San Cipriano, di San Pietro in Caivano, di San Giorgio in Pascarola, per stabilire relazioni profonde. Quindi troviamo affermato che per avere consapevolezza della povertà bisogna essere ricchi di generosità, puntando non solo sui giovani e il loro volontariato ma preparando anche i bambini a praticarlo! Inoltre troviamo illustrate le attività del Centro di Ascolto con Paragrafi che danno conto delle rilevazioni 2023 e della dinamica pluriennale con indicazioni stabili relative alle persone accolte, ai bisogni, alle richieste e agli interventi fatti.Infine c’è un capitolo dedicato alla privacy ed alle persone fragili con opportuni riferimenti all’evoluzione normativa, ai chiarimenti terminologici e al diritto inviolabile.
Anche questa ultima pubblicazione della Caritas Aversana, arricchita dalle tante sensibilità e competenze messe in campo, si pone nella tradizione di favorire accoglienza, condivisione, così come presenti nelle culture antiche e nel cristianesimo, con il chiaro intento di far sì che le azioni svolte diventino un patrimonio comune che arricchisce la vita di tutti coloro che vi partecipano, diventando uno straordinario ponte di evoluzione sociale, non solo per chi la pratica attivamente ma anche per chi la riceve. Non a caso diceva Tagore, Premio Nobel per la Letteratura, che la vita è un ponte da attraversare senza fermarsi, per cui, se lungo il cammino incontri emarginati, oppressi e dimenticati, bisogna offrire ad essi il sostegno perché possano realizzarsi anche loro come persona e continuare a vivere anche grazie a chi offre loro solidarietà umana.
Giuseppe Diana