Gli avi ci hanno lasciato Aversa città che nonostante tutto riesce a “brillare” solo grazie ai fasti del passato, gli aversani degli ultimi lustri purtroppo non hanno voluto o saputo esprimere classi dirigenti che la internazionalizzassero, facendo adeguatamente fruttare i giacimenti culturali e monumentali che immeritatamente abbiamo ereditato. Non si è mai vista tanta ricchezza in mano a una moltitudine di inconsapevoli, spesso non si riesce a garantire nemmeno una decente vivibilità. La questione non è politica ma antropologica: la maggioranza di noi aversani, quelli rimasti in loco e quelli emigrati, non “tifa” per Aversa!
L’ennesima dimostrazione della valenza e della considerazione che si ha di noi aversani tutti, quelli presenti e quelli lontani, la si può riassumere nell’umiliazione che la Camera dei Deputati, quasi unanimemente, insieme al governo ha inflitto alla città e al suo comprensorio lo scorso 25 novembre. La città è sede di uno dei più importanti tribunali d’Italia, quello chiamato di “Napoli Nord”, una denominazione formale pensata apposta per essere uno sfregio, all’epoca nessuno disse nulla, dimostrazione di come l’aversano medio si senta a proprio agio quale abitante di una periferia degradata di Napoli. L’aula di Montecitorio, forte del parere contrario del governo, ha bocciato alla quasi unanimità la richiesta di nuova denominazione “Tribunale di Aversa”. In pratica tutto l’arco politico, tranne un solo partito, vuole che il nostro capoluogo sia l’unico in Italia ad ospitare un Tribunale che ha il nome di un’altra città!
Una decisione che è servita per ribadire che gli aversani sono inferiori e forse meritano di essere trattati così, anzi ne sono contenti, hanno sempre gridato “Forza Napoli” a volte si sentono persino “casertani”, quasi mai di Aversa.
Salvatore Pizzo