Correva l’anno 1987 quando fu emessa la prima ordinanza di occupazione di un suolo in località Cupa Sfondata, di proprietà dell’Arcidiocesi di Napoli, per dare seguito alla realizzazione dell’Asse Mediano all’altezza dello svincolo di Melito Nord, la curia lamenta che da allora non è seguito mai un atto formale di esproprio e di conseguenza non ha ricevuto nessun indennizzo che ancor oggi reclama. L’area oggetto del contendere ricade nel comune di Sant’Antimo e nei giorni scorsi il Tar della Campania ha accolto la richiesta di “accertamento della illegittima occupazione e della intervenuta irreversibile trasformazione” dei terreni. A seguito dei vari passaggi che sono avenuti nel corso degli anni, i giudici amministrativi hanno stabilito che l’ANAS, l’ente che oggi gestisce l’arteria stradale, che deve farsi carico della scelta “tra restituire il bene” un’ipotesi fatto impossibile nella pratica o indennizzare l’Arcidiocesi: se entro 60 giorni dal 13 luglio (data della sentenza) ciò non avverrà se occuperà un Commissario ad acta, per questo è stato nominato l’ing. Fabio Menditto, funzionario in servizio presso il Provveditorato Interregionale per le Opere Pubbliche per le regioni Campania e Molise, già individuato per analoghe questioni in contenziosi pregressi, che vi provvederà, in luogo dell’ANAS. Potrebbero essere concesse ulteriori proroghe anche per la quantificazione del dovuto.

Sal Piz.