sunA venticinque anni dalla nascita, la Seconda Università degli Studi di Napoli cambia nome. Ieri è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il nuovo Statuto di Ateneo, approvato dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Il cambio del nome fa parte del provvedimento e la SUN diventa ufficialmente Università della Campania “Luigi Vanvitelli”.

Un iter, quello del cambio di denominazione, che ha visto molti studenti schierarsi a favore con il motto “Non siamo Secondi a nessuno”, ed altri contrari perchè lo ritenevano una mera formalità. Tante le proposte proveniente da più fronti. Scartata la richiesta filo casertana che aveva a lungo spinto per una provincializzazione dell’Ateneo. Fortunatamente si è propeso per una denominazione che fa riferimento all’eterogenea collocazione delle vari sedi, tuttavia istituito nel 1991 con decreto dell’allora Ministro aversano Antonio Ruberti, e che sarebbe potuto essere a lui intitolato.

Adesso è prevista una strategia di rebranding, per far trovare all’università una nuova immagine collegata ai propri valori e alla propria storia, a tal fine partirà a breve un bando internazionale per il nuovo logo dell’Ateneo.

Il Rettore Giuseppe Paolisso ha dichiarato: “L’Ateneo necessitava di una nuova identità. Nell’ultimo decennio abbiamo infatti consolidato e radicato la nostra presenza sul territorio, ed è per questa ragione che sin dall’inizio del mio mandato ho avviato, insieme agli Organi Collegiali di Ateneo, questo progetto di cambiamento, formale nelle apparenze ma sostanziale nei contenuti”.

 “Il cambio di denominazione di questa università avverrà gradualmente – spiega Paolisso – il nome Seconda Università affiancherà per qualche tempo quello di Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli. L’auspicio è che questo processo di cambiamento possa inaugurare un nuovo corso che culmini, per le generazioni future, nel conseguimento di un titolo di laurea fortemente identificativo sia in Italia che all’estero”.

LA SUN CAMBIA NOME MA È BATTAGLIA APERTA. UNIVERSITARI: «MENO FUMO E PIÙ SOSTANZA»