Il padre della 14enne di Maddaloni che sarebbe stata vittima di maltrattamenti durante gli esorcismi eseguiti da Michele Barone, l’ex sacerdote del Tempio di Casapesenna, ha parlato con i giudici nel corso del processo di Appello.

L’uomo – condannato in primo grado a 4 anni e 5 mesi – ha deciso di sottoporsi ad esame rispondendo alle domande del difensore, l’avvocato Carlo Taormina, e cercando di chiarire la propria posizione.

Nel corso del suo esame ha raccontato che la figlia, all’epoca 14enne, non stava bene e nonostante avessero consultato diversi medici le sue condizioni non erano migliorate. Un giorno mentre erano in chiesa, la minore ebbe una ‘strana reazione’ così che i genitori – ormai disperati – credettero che si trattasse di qualcosa di soprannaturale, ovvero che il demonio si fosse impossessato di lei. 

Le condizioni di salute della figlia sarebbero state quindi alla base del contatto tra il padre dell’adolescente e don Michele Barone. I genitori infatti, si rivolsero prima ad un sacerdote esorcista a Valle di Maddaloni e poi, attraverso alcune conoscenze, all’ex prete della Diocesi di Aversa.

In primo grado Barone era stato condannato a 12 anni di reclusione solo per i maltrattamenti e le lesioni subite dalla minore, mentre era stato assolto dall’accusa di violenza sessuale nei confronti di altre due ragazze. Il padre e la madre della ragazzina erano stati condannati a 4 anni e 5 mesi e 4 anni a testa. Una sentenza che è stata appellata da tutte le parti, compresa Procura e parti civili. Chiesta la revisione della sentenza del tribunale di Santa Maria Capua Vetere e la condanna di Barone anche per la violenza sessuale.

Torna in libertà don Michele Barone, l’ex prete della diocesi di Aversa

ESORCISMO E ABUSI A CASAPESENNA, ENTRO FINE ANNO LA SENTENZA DI APELLO PER DON BARONE