Si è tenuta venerdì 19 febbraio presso il tribunale di Santa Maria Capua Vetere, l’udienza volta a fare chiarezza sull’incidente stradale che costò la vita al giovanissimo Luigi Ciaramella, il 19enne che morì ad Ischitella il 31 luglio del 2008 mentre stava andando a lavoro.
Un’azione giudiziaria partita oltre 7 anni fa per conoscere una verità che coinvolgerebbe anche società di servizio pubblico ed istituzioni. Cinque gli indagati per negligenza, imperizia ed imprudenza, tra loro anche un responsabile dell’ENEL per la Provincia di Caserta, un addetto alla manutenzione dell’elettrodotto collocato sulla strada, per il palo contro cui perse la vita il ragazzo, posizionato a distanza non regolamentare, l’allora dirigente del settore viabilità della Provincia di Caserta e un addetto alla vigilanza, per i cinque accessi alla strada provinciale che immettono su fondi poderali privati non autorizzazioni e non segnalati. Con loro indagato anche il responsabile della ditta che era preposta alla manutenzione della strada. L’accusa punta adesso al riconoscimento dell’omicidio colposo, attraverso l’ammissione indiretta dell’errore commesso da chi ha sistemato il palo ad un metro e mezzo dalla carreggiata e non a 7 metri come prevede il codice stradale favorendo, involontariamente, insieme a chi non ha controllato la correttezza dell’installazione, l’impatto fatale dell’auto del giovane Luigi sul palo. Un dato denunciato ai titolari dell’inchiesta dal padre, Biagio Ciaramella, oggi rappresentante dell’Associazione Italiana Familiari Vittime della Strada. Il dato sarà utilizzato nella prossima udienza, fissata per il 15 luglio, per ottenere il riconoscimento dell’aggravante del reato di omicidio colposo, in un caso che rischia di andare in prescrizione per decorrenza dei termini.