La Corte di Cassazione ha annullato un’ordinanza della Corte d’Assise d’Appello di Napoli con la quale si respingeva una richiesta di Franco Letizia, 46enne esponente del Clan dei Casalesi fazione Bidognetti, che ha chiesto il riconoscimento della “continuazione” tra due omicidi per i quali è stato condannato a 30 anni per ciascuno:
il primo quello quello di Francesco Panaro alias “O’ Scagnato”, ucciso il 10 settembre del 2001 in Corso Italia a Casal di Principe, gli furono esplosi contro dei colpi di pistola mentre viaggiava a bordo di una Fiat Punto, fu ucciso a seguito della faida interna tra il gruppo Bidognetti e quello degli scissionisti guidati da Salvatore Cantiello, detto “Carusiello”.
il secondo omicidio avvenne 13 giorni dopo, il 23 settembre del 2001 quando nel piazzale della stazione ferroviaria di Villa Literno, nell’ambito della stessa faida interna al clan fu assassinato Augusto Negri, lo uccisero per ritorsione perché a sua volta era ritenuto reo di aver ucciso Pasquale Iannarella detto ‘Gassosa’.
Con il riconoscimento della continuazione la pena diventa unica: si applica la pena più grave aumentata fino al triplo, ma non sarebbe l’ergastolo come ritenuto dalla Corte d’Appello che unificando due pene superiori ai 24 anni così aveva deciso.
La Cassazione ritiene che “I due omicidi compiuti a soli 13 giorni di distanza sono frutto di un’unica attività preparatoria” quindi sulla base di ciò ha rinviato la decisione alla Corte d’Assise d’Appello di Napoli in diversa composizione.
Salvatore Pizzo