E’ indagato Massimo Bervicato detto “chiappariello”, si tratta dal testimone del Parco Verde che martedì 17 gennaio, durante il processo per l’omicidio di Fortuna Loffredo, dichiarò che al momento della precipitazione della bimba dal balcone del palazzo popolare di Caivano, Raimondo Caputo, imputato sia dell’omicidio che degli abusi sessuali, si trovava nel cortile dell’isolato 3 delle palazzine popolari Iacp. Bervicato è stato indagato per falsa testimonianza. Un colpo di scena che ha visto il super testimone, il quale aveva affermato che Titò non poteva essere l’assassino di Chicca perché lontano dal luogo del delitto, finire sotto accusa.
Nella deposizione l’uomo, come conferma e come sostegno su quanto stava dichiarando, chiamò in causa anche Michele Fusco, che sentito nei giorni scorsi dai carabinieri ha escluso al contrario che al momento della tragedia Caputo si trovasse in cortile. Per questo motivo, il procuratore aggiunto Domenico Airoma e il pm Claudia Maone hanno preannunciato l’invio degli atti alla Procura di Napoli, procedendo per falsa testimonianza contro Massimo Bervicato.
Appena il tempo di metabolizzare quanto appena accaduto che il collegio della quinta corte di assise di Napoli (presidente Alfonso Barbarano, giudice a latere Elisabetta De Tollis), ha dovuto prendere atto del cambiamento del collegio degli avvocati di parte civile.
Infatti, l’avvocato Angelo Pisani rinuncia ad assistere i nonni di Chicca che hanno dato incarico agli avvocati Andrea Scogliamiglio e Gennaro Pecoraro, mentre Pietro Loffredo, il papà della bambina, ha conferito il mandato come legale a Sergio Pisani.