
“Sono stati i momenti più brutti della mia vita, sono arrivata all’ospedale “Moscati” di Aversa con febbre altissima, quasi a 40, dolori e mancamenti; avevo lividi sui gomiti sulle braccia ciò nonostante gli infermieri mi dicevano di non strillare e di aspettare”. E’ il racconto di María Iavarone, giovane napoletana affetta da meningite, che giunta presso il nosocomio normanno fu visitata e curata erroneamente per vasculite.
“Mi hanno dovuto amputare due dita e i tessuti delle gambe”, racconta la 27enne sopravvissuta per miracolo al calvario, che ebbe inizio la notte tra il 12 e il 13 febbraio del 2018.
Maria arrivò al Pronto soccorso e dopo alcune ore i medici, spiega: “Si resero conto di avere di fronte una severa infezione, consigliando a mio padre di trasportarmi in infettivologia all’ospedale di Caserta, ma lui – precisa – mi portò al Cardarelli dove capirono subito che avevo la meningite e mi trasferirono al Cotugno”.
Dopo otto giorni in terapia intensiva: ”Mi hanno amputato il mignolo della mano sinistra e il medio della mano destra, non ho più molti tessuti delle gambe. La mia vita è cambiata per sempre e io non sono e non sarò più la stessa”.
Per gli errori commessi all’ospedale Moscati di Aversa, l’Asl di Di Caserta è stata condannata dal tribunale di Napoli Nord a risarcire danni per circa 80mila euro.
Published and edited by Ester Pizzo