Nunzio Perrella, il boss che negli anni Ottanta ha introdotto la camorra nel business dei rifiuti, racconta ai magistrati gli ultimi segreti sugli sversamenti illeciti dei rifiuti tossici provenienti dal Nord ed interrati al Sud. Il pentito che nella sua lunga “carriera” si è occupato di traffico di armi, droga e rifiuti ha rivelato a ilfattoquotidiano.it.:

“A Licola c’è un terreno, mai sequestrato, che è una vera e propria discarica abusiva dove sono stati smaltiti i liquidi dell’Italsider e altri rifiuti tossico-nocivi. Negli anni ottanta è stata realizzata una lottizzazione edilizia a Licola, oggi lì ci sono centinaia di appartamenti. Durante la costruzione, in un’area adiacente, sono stati scaricati i liquidi dell’Italsider. Uno schifo. Nella zona verde ci sono le case, nella zona rossa c’è pattume tossico nocivo”. Poi dice: “Io sono disposto a parlare con i magistrati, ma temo per la mia vita. Mi diano il cambio delle generalità, la protezione e finisca diversamente da come finì 20 anni fa quando raccontai per primo il sistema criminale e molti sono rimasti impuniti. Io denunciai tutto ma ho notato che alcuni soggetti sono stati coinvolti altri non sono stati ‘toccati’. Io guadagnavo 10 lire al chilo, 200 milioni di lire al mese solo con i rifiuti domestici senza considerare quelli speciali. La monnezza allora era oro perché si guadagnava un sacco e si rischiava pochissimo. Oggi c’è una beffa assurda. I produttori sono tornati in sella, i proprietari delle discariche si sono riciclati e alla fine hanno lasciato allo stato la spazzatura, ma i soldi non si trovano più. Sono stati riciclati”. 

 

 

{fcomment}.