Telecom Italia dopo aver ottenuto dal Comune di Sant’Antimo nel 2013 – con la formazione del silenzio-assenso – l’autorizzazione a realizzare un impianto di telefonia mobile in Corso Europa n. 41, ha presentato, in data 11 ottobre 2019 gli atti finalizzati all’adeguamento tecnologico dell’impianto, da effettuarsi mediante la sostituzione delle tre antenne esistenti con altrettante antenne di pari dimensioni, ma di caratteristiche radioelettriche differenti, idonee a consentire l’implementazione tecnologica. Telecom di fronte al diniego da parte del Comune di Sant’Antimo, contesta all’ente di non avere adottato alcun tempestivo provvedimento inibitorio, ritenuto necessario per boccare l’intervento legittimamente realizzato. In ogni caso la compagnia telefonica “ha esteso le censure al regolamento comunale, chiedendone l’annullamento o, in subordine, la disapplicazione, per essere le sue norme applicabili solo agli impianti da realizzare ex novo”, ma non anche a quelli realizzati prima della loro entrata in vigore, e che debbano semplicemente essere adeguati tecnologicamente ed implementati. Telecom si è rivolta al Tar e davanti ai giudici amministrativi il Comune di Sant’Antimo non si è costituito. L’atto è stato annullato e l’ente è stato condannato anche al pagamento delle spese legali che ammontano a 2mila euro.
sp