Un incidente mortale si è verificato la scorsa notte lungo il ponte che collega Aversa a Cesa.

A perdere la vita è stato Emidio Pablo Monterosso, 30 anni, di Sant’Arpino.

Il giovane era alla guida della sua Nissan Juke quando, per cause ancora in corso di accertamento, ha perso il controllo del mezzo.

Dalle prime ricostruzioni è emerso che la vettura ha invaso la corsia opposta, per poi schiantarsi contro un palo di cemento che è caduto a causa del violento impatto.

Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, i sanitari del 118, i carabinieri e la polizia locale.

Purtroppo lo schianto è risultato fatale, il 30enne è morto sul colpo, inutili sono infatti risultati i soccorsi.

L’area del sinistro è stata messa in sicurezza, nel frattempo sono in corso indagini per comprendere le cause dell’incidente.

Emidio Pablo era un giovane molto solare, amava viaggiare e seguiva con grande passione il Napoli.

Appresa la triste notizia, in tanti hanno pubblicato messaggi di cordoglio anche sui social.

Un suo amico lo ha ricordato con un video e con queste parole:“ Ci sono persone che portano così tanta luce nel mondo, che anche dopo essere andati via la luce resta. RIP Emidio Pablo Monterosso”.

Francesco, un caro amico di famiglia ha scritto: “La vita non può essere così cattiva, i tuoi genitori non sanno cosa significa fare del male, persone uniche, belle dentro e fuori, solo riservate e amanti della vita. Tu eri un ragazzo speciale in tutti i sensi, anche schivo e silenzioso e un atleta come papà Enzo che se sta a Sant’ Arpino è solo per l’amicizia con me che lo incontrai fuori la caserma ad Avellino mentre entravamo per svolgere il servizio militare. Lui ingegnere appena uscito dal Politecnico di Torino e Tua mamma mia amica che già aveva il negozio Tiffany dove ci incontravamo. Un dolore tremendo, lacrime che non smettono di scendere. Ti prego, hai sempre ascoltato, per favore resta da Angelo vicino a loro e non andare via fino a quando Dio vi farà riunire perfettamente. Fabio, tu stagli vicino e raddoppia l’amore da figlio verso i tuoi genitori. Siamo tutti senza parole”.

 

Published and edited by Ester Pizzo