Durante l’udienza del processo che vede imputato come presunto omicida di Luigi Simeone ed Immacolata Assisi, uccisi a Cava Riconta a Varcaturo nell’aprile dell’anno scorso, Antonio Riano il fioraio del quartiere Pianura di Napoli, i parenti delle vittime, hanno dato la loro versione dei fatti in qualità di testimoni.
Secondo la sorella di Simeone e la nipote ed il fratello della Assisi, Riano avrebbe trattato con la coppia l’acquisto di un appartamento in via Colonne a Giugliano. Il desiderio del fioraio sarebbe stato quello di far felice la fidanzata con l’acquisto dell’immobile, ma secondo le testimonianze, al momento di pagare si sarebbe sempre tirato indietro, fino a fissare l’incontro nel quale poi persero la vita i coniugi Simeone.
Ascoltato anche il perito incaricato di esaminare le telecamere del sistema di videosorveglianza di due esercizi commerciali situati nella zona, i cui filmati furono sequestrati subito dopo il delitto. Dai video è emersa la presenza di un’automobile compatibile con quella di Riano e subito dopo un’altra compatibile con il taxi, dove sarebbero stati seduti i due coniugi assassinati. Dalla ricostruzione è emerso che entrambe le auto erano dirette verso la cava, dove poi Luigi Simeone ed Immacolata Assisi sono stati ritrovati morti. In un secondo momento, la presunta auto di Antonio Riano avrebbe fatto il percorso inverso. Secondo l’avvocato dell’accusato, la compatibilità non può costituire una prova.
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