Lo scrittore Carmine Iossa, criminologo e filosofo, ha licenziato alle stampe per la Collana “umanitatis virtutes” della Intrenational Vesuvian Accademi, di cui è Vicepresidente, un interessante libro sul “Parco Virgiliano: storia, leggenda e sentimenti”. Il testo in elegante carta patinata e stampato dalla “iris edizioni” di Mercato Sanseverino, tratta di quella “bellezza distesa nella quiete” che trasmette un poggio con tanto spazio e mare, avendovi la natura voluto profondere tutti i colori più vivi, le armonie, i suoi profumi, i frutti. Ci ritroviamo al punto che “la natura diventa poesia”, come scrive nella Nota l’Autore, che immagina di camminare verso l’infinito, scrutando l’orizzonte nel quale fruga con passione e con ogni mezzo per scoprire il lato nascosto delle cose.

Iossa, “narratore dai bei modi, colto e incline alla filosofia“, come annota nella Premessa Silvio Giudice Crisafi dell’Ottagono Letterario di Palermo, anche stavolta conferma di avere una visione antropocentrica della condizione dell’uomo nel mondo, nell’ambiente e nella storia. E, andando alla ricerca delle origini, si spinge fino alla preistoria, convinto come è di appartenere all’umanità, che è nell’un tempo individuale e collettiva. Non a caso Francesco D’Episcopo, Docente Emerito dell’Università Federico II di Napoli, nella Prefazione sottolinea che Iossa, raccontando ricordi, ricompone con organicità frammenti storici, recuperando la condizione di libertà, attraverso le bellezze naturali, che purificano l’anima. Così come non si può non concordare con la giornalista e scrittrice Anna Aita, che la pubblicazione sia di grande interesse storico, proponendoci una narrazione di Napoli, come città antica, nata dalla sirena Partenope e della come metropoli nuova, all’epoca chiamata Palepoli. “Samo grati– scrive nell’Introduzione- all’autore di questo dono che illumina tanti aspetti del mondo in cui viviamo, ragguagliandoci secondo la scienza, pur restando meravigliosamente fermo e sicuro nella fede in Dio”.

Suddivise in quindici agili Capitoli, le pagine, intervallate da foto e quadri di Eli Sammartino, trattano a volo di uccello problemi e vicende di un territorio che, conosciuto fin dalla notte dei tempi come Liburia, Terra di Lavoro e poi più comunemente come Campania, “felice terra di luce”, è nota in tutto il mondo. Questo accade perché contemplare quelle meraviglie è come un fondersi con il luogo geografico, avvertendone umori, stati d’animo, passioni, dolori, gioia. E’ una presenza storica che rende l’osservatore partecipe della cultura, dell’etnografia, della sociologia, dell’estetica, che fanno sentire ognuno parte integrante di una Napoli di cui si ci sente di testimoniare le incomparabili bellezze, i suoi panorami incantevoli, la sua ricca e lunga storia movimentata.

Insomma, s è vero come pare lo sia, che, se si vuol vivere la luce, si deve prima uscire dalla oscurità, le preziose espressioni, le documentate ricognizioni e la scioltezza della narrazione di questo lavoro sono la chiave di volta per entrare nella speranza di poter continuare a camminare alla luce del sole. Solo così facendo si potrà vedere sempre meglio il verde delle piante di cui si rivestono in primavera, ascoltare il magico respiro della natura che ci circonda. Forse, per tale via, si potrà anche attingere ai valori profondi dell’amore, alle emozioni che ci toccano, alla grande bellezza del vivere, ai sentimenti che riscontriamo, ai sorrisi dei fanciulli. Specialmente grazie al cielo azzurro e al mare blu, Napoli si può apprezzare, tanto più e meglio, su quella roccia a picco che si chiama Posillipo, dove c’è così tanta profusione di bellezze naturali da mozzare il fiato! Perché? Ma perché Pausilipon, è una parola greca che letteralmente significa: ” luogo dove si dimentica il dolore, fine della tristezza, riposo degli Angeli”!

Giuseppe Diana