E.On la multinazionale dell’energia elettrica con sede a Dusseldorf in Germania, ha comunicato la chiusura dell’impianto termoelettrico di Teverola e la conseguente collocazione in cassa integrazione e successiva mobilità degli addetti o, in alternativa, il loro trasferimento presso altre unità produttive fuori dalla Campania". La notizia è stata resa nota dalle segreterie di Filctem-Cgil, Flaei-Cisl e Uilcem-Uil, le quali precisano che "E.On è arrivata a questa decisione nonostante il sindacato abbia rivendicato investimenti in tecnologia che avrebbero consentito a questo sito produttivo di continuare a produrre energia elettrica per la Campania a costi compatibili con il mercato e con le esigenze di sviluppo del territorio. Il sindacato di categoria – aggiunge il comunicato – denuncia questo ennesimo sfregio alla Campania ed al meridione italiano, compiuto da una delle più grandi aziende elettriche al mondo. Filctem, Flaei e Uilcem chiedono alle forze politiche, produttive e sociali della Campania il sostegno per evitare un ulteriore impoverimento di un territorio che appare condannato alla morte sociale e produttiva".
Il sito di Teverola è gestito dalla controllata Centro Energia Teverola S.p.A., costituta nel 1993, i cui azionisti sono E.ON (58%) e Foster Wheeler Italiana (42%). La centrale termoelettrica è entrata in esercizio nel 1998. È una centrale di cogenerazione a ciclo combinato da 143 MW, costituito da due turbine a gas, due caldaie a recupero e una turbina a vapore. L’impianto è stato progettato per un funzionamento di tipo continuativo e brucia gas naturale. La produzione di energia elettrica è interamente immessa nella rete a 220 kV di Terna, mentre ai vicini stabilimenti industriali viene ceduto del vapore a bassa pressione, per usi tecnologici e dell’acqua calda per il riscaldamento invernale degli ambienti di lavoro.