Perchè non si effettua la manutenzione ordinaria delle strade urbane? E’ questa la domanda che si pongono tanti cittadini incappati in una delle trappole create dalle buche presenti nelle arterie del centro storico e non solo. Per gli operatori dell’ufficio tecnico comunale vi sarebbe difficoltà, dicono, a reperire i fondi necessari agli interventi, fondi che però non sembrano mancare per

sostituire l’erba sintetica delle aiuole spartitraffico, garantita 10 anni quando fu posizionata a fine 2009, con cubetti di porfido, nè per realizzare nuovi marciapiedi che a breve dovrebbero proliferare nell’intera città dal momento che è stata annunciato dall’assessore al ramo un progetto di spesa da 200 mila euro per costruirne di nuovi. Ben vengano I marciapiedi dal momento che garantiscono la sicurezza dei pedoni messa a rischio in tantissime strade della città prive dei preziosi salvagente. Intanto, però, quegli stessi pedoni, costretti ad usare il piano stradale, districandosi fra autovetture, moto, motorini e biciclette rischiano di rompersi le ossa proprio camminando sulla carreggiata per le condizioni pessime in cui vengono tenute le arterie, anche quelle restaurate da poco come quelle del centro storico. E non si salvano nemmeno le piazze. Basta fare un giro per rendersene conto. Da via Veneto, a via San Nicola, da via Gaspare Virgilio a via Vittorio Emanuele III re d’Italia, a piazza Santulli, a piazza Domenico Cirillo le lastre di basolato sono ricche di buche, pezzi mancanti e fratture, per non parlare della mobilità dei lastroni, verificata in molte delle arterie, prodotta dallo stress a cui vengono sottoposte dal passaggio continuo degli autoveicoli. Considerando che non solo via Roma, strada simbolo del manto dissestato, ma anche arterie recentemente rifatte presentano queste caratteristiche viene logico ipotizzare che i lavori non siano stati effettuati “a regola d’arte” obbligando a riproporre ancora una volta la domanda “chi controlla i lavori pubblici?”.

ANTONIO ARDUINO