“E’ ormai da qualche mese che si susseguono presso il parcheggio Metropark di Aversa una serie di atti vandalici ai danni delle auto degli utenti che pagano. La grande area al lato della stazione FS di Aversa è stata già da tempo divisa in due parti, una zona chiusa e sorvegliata è riservata e gratuita per i dipendenti delle ferrovie; l’altra zona quella dei disgraziati che pagano anche 50 euro di
abbonamento mensili non è sorvegliata ed è quella dove quotidianamente avviene il danneggiamento delle auto. Anche ieri dopo le 17,30 i proprietari di tre automobili le hanno trovate con i vetri infranti, questa cosa va avanti da mesi. Vi invito cordialmente a farvi una passeggiata a piedi all’interno del parcheggio e potrete vedere in corrispondenza degli stalli di sosta i piccoli mucchi di vetri frantumati, ognuno corrisponde a un atto vandalico. Io temo che non siano tentativi di furto ma un tentativo di estorsione nei confronti dei gestori del parcheggio, oppure il modo di trovare un posto per dormire di notte”. Fin qui la mail giunta in redazione, naturalmente non spetta a noi ricercare le motivazioni del fenomeno ma era doveroso verificarne l’esistenza per segnalarla, se vera, all’attenzione delle forze di polizia, così abbiamo controllato. E’ bastato entrare nell’area parcheggio, dove la sosta costa 1 euro per la prima ora e 1 euro e 50 centesimi ogni ora successiva alla prima, e già negli stalli di sosta immediatamente vicini all’ingresso abbiamo trovato tracce di frammenti delle parti in plastica di un’auto. Proseguendo nell’area abbiamo riscontrato, e documentato, in moltissimi stalli di sosta la presenza chiaramente visibile di frammenti prodotti dalla rottura di finestrini, lunette, parabrezza delle automobili in sosta. Per un attimo abbiamo pensato che fossimo caduti in errore quando abbiamo visto una busta della spesa contenente alcune bottiglie di birra svuotate, ma è stato davvero un attimo. La presenza di una Punto con il vetro piccolo della porta posteriore destra sfondato ha confermato che i frammenti di vetro minutissimo, di forma poliedrica visti in precedenza erano proprio quanto restava di finestrini, lunette o parabrezza sfondati. Considerando che nell’area esistono delle telecamere di sorveglianza viene logico chiedere come sia possibile che vengano realizzati gli atti vandalici che, stando alla quantità e alla distribuzione tra gli stalli di sosta dei frammenti di vetro, sembra avvengano di continuo. Forse la telecamera o le (?) telecamere (noi ne abbiamo vista una sola) di sorveglianza posta tra gli stalli di sosta non funzionano o forse le uniche immagini che vengono prese in esame sono quelle trasmesse dalle telecamere puntate sulla cassa?
ANTONIO ARDUINO