
Nuovo ordine di arresto per Nicola Cosentino, già detenuto in carcere a Terni con l’accusa di collusione con il clan dei Casalesi. L’ex parlamentare è adesso accusato dalla Dda di Napoli del reato di corruzione legata alla sua permanenza nel carcere di Secondigliano, dal quale è stato trasferito alla fine di marzo.
Una decisione adottata in seguito a una perquisizione disposta nella sua cella, nell’ambito di un’indagine del pool antimafia, durante la quale era stato trovato un Ipod fatto recapitare da un agente penitenziario.
Stessa ipotesi di reato per Umberto Vitale, 43 anni, agente penitenziario, per il cognato dell’ex sottosegretario all’Economia, Giuseppe Esposito, anch’egli arrestato e per la moglie dell’ex parlamentare, a sua volta destinataria di un obbligo di soggiorno nel comune di residenza.
Secondo l’inchiesta Cosentino avrebbe ricevuto favori in carcere, avrebbe intrecciato rapporti con agenti del Corpo della Polizia Penitenziaria tali da permettergli di ottenere trattamenti di favore durante la sua detenzione a Secondigliano. Alcuni agenti inoltre, per far pervenire al detenuto messaggi dei suoi familiari e beni di vario tipo, sarebbero stati pagati o ricambiati con assunzioni di parenti. Addirittura all’ex parlamentare sarebbe stato consentito di circolare liberamente all’interno del penitenziario nelle ore notturne.
La Dda ha rilevato mediante filmati, ben trentasei incontri tra il cognato di Cosentino, Giuseppe Esposito, consigliere comunale a Trentola Ducenta e Umberto Vitale, agente di Polizia penitenziaria residente a Succivo. Gli incontri, duranti i quali venivano consegnati documenti e beni da far giungere a Cosentino in carcere, avvenivano presso un distributore di benzina situato nel comune di Succivo.
Oltre ad un IPod, gli inquirenti hanno sequestrato medicinali, documenti relativi ad un procedimento in corso al Tribunale del Riesame di Napoli sulla famiglia dell’ex politico, pacchi contenenti mozzarella e oggetti di vario tipo. Dalle indagini dei carabinieri del Nucleo Investigativo di Caserta, è emerso che l’agente della Penitenziaria, avrebbe fatto entrare i beni nella sua auto sicuro del fatto di non essere soggetto a perquisizione.
In una circostanza, hanno accertato gli investigatori, Vitale e Giuseppe Esposito, fratello della moglie di Cosentino, Maria Costanza Esposito, si sarebbero incontrati al distributore senza scambiarsi nulla. Per la Dda sarebbe stata l’occasione per scambiarsi messaggi verbali riservati, considerando che i due non si conoscevano. Gli inquirenti hanno accertato incontri tra Vitale e la moglie di Cosentino. Per la donna è stato pertanto disposto l’ obbligo di dimora nel Comune di residenza.
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