E’ paradossale il caso di un uomo nato ad Aversa, raccontato recentemente da l’Unità, V.B., trattenuto da cinque mesi al Cie di Ponte Galeria, in quanto è formalmente un immigrato clandestino perché figlio di extracomunitari. La sua ambasciata di riferimento ha risposto negativamente sul suo riconoscimento. Il giudice di pace competente a decidere della sua libertà, non consente il rilascio in quanto «è in attesa del giudizio del tribunale sulla pericolosità sociale», una procedura prevista per chi esce dal carcere.

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Di red