Gli aversani non meritano Aversa, può sembrare un ossimoro ma è la realtà assurda che si è venuta a creare con l’indecenza di una collettività che non vuole valorizzare e monetizzare la sua fortuna, eredità indegnamente lasciata agli aversani dai loro avi. E’ inutile prendersela con gli amministratori, antichi e recenti, essi sono stati degni ed inetti rappresentanti di chi li ha eletti, una popolazione che ha dimenticato il concetto di vergogna e non solo.

 La cosa migliore sarebbe quella che alle prossime elezioni comunali non si presentasse nessuna lista, un commissario non eletto dagli aversani con ogni probabilità sarebbe meglio di qualsiasi persona espressa dagli aversani. Una fotografia di quanto sopra espresso sta nel racconto di un turista emiliano, che arrivato ad Aversa lo scorso 17 agosto è scappato via (eravamo in piena stagione turistica, ovviamente una parola che per gli aversani di oggi è una bestemmia):

“Sono sceso dal treno, volevo qualche informazione per muovermi in città, non c’era alcuna indicazione che mi desse l’idea dove potermi rivolgere, nessuno vendeva o distribuiva una mappa dei luoghi d’interesse. Alla fine un’anima buona, mi ha detto che quella che sembrava un’edicola chiusa per ferie, all’esterno della stazione, doveva essere un punto di informazione per i turisti, ma non ha mai aperto. Un altro mi ha spiegato che anni fa un altro punto informativo era stato aperto all’interno di un istituto scolastico in via Di Jasi, ma non sapevo dove andare e come arrivarci, ma esso era in una scuola e doveva essere curato dagli studenti (il 17 agosto!!!!!) ma non ha mai funzionato. A piedi seguendo le indicazioni delle persone sono finalmente arrivato al Duomo, era chiuso alle 11 di mattina di un giorno di agosto (!!!). Sapevo di un importante museo diocesano, ma nessuna indicazione ne faceva cenno, entro nel vescovato ed un buon uomo mi ha detto che era chiuso e che se mi fossi presentato il giorno dopo, prima della messa, qualcuno mi avrebbe potuto aiutare. Schifato percorro quella che mi hanno detto chiamarsi Piazza Marconi, dei contatori dell’Enel piazzati su dei bidoni come un totem pensato da menti schifose al centro di una piazza, la cui pavimentazione era quella di una città bombardata, sudicio dappertutto, con un taxi arrivo al Castello di Casaluce, volevo visitarlo, era chiuso con il lucchetto. Mi sono arreso volevo visitare i luoghi cimarosiani e jommelliani, le chiese, ma per prevenire la nausea sono ripartito e dissuaderò a chiunque voglia venire ad Aversa dal farlo. Mi sono chiesto questi si lamentano della disoccupazione? Loro la scelgono la disoccupazione, gli piace”.

Della serie Aversa una perla gettata ai porci

Salvatore Pizzo
ex cittadino di Aversa

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