Mario Crisci, partenopeo ritenuto il dominus di un giro d’usura che si svolgeva a Padova, attraverso una società di intermediazione finanziaria, pur ammettendo molte responsabilità ha detto che non ha mai avuto a che fare con i Casalesi e di non aver mai agito a loro nome. Le persone «sono venute loro da noi perché tramite il passaparola si sapeva che io facevo un certo tipo di operazione – ha spiegato Molti sono arrivati tramite dei commercialisti… alcuni clienti sono arrivati tramite un sito Internet sul quale in maniera molto chiara ed inequivocabile c’erano le tariffe per tutti i servizi che prestavo… Era su Google nei primi posti nei motori di ricerca per parole chiave come liquidazione società, evasione fiscale… Ogni volta che ho cominciato un rapporto con una persona ho sempre fatto presente quello che facevamo, proprio per evitare che potessero sorgere problemi successivamente e che la persona si potesse dissociare…».
Gli inquirenti ritenevano che Crisci avrebbe portato Mozzarelle da Casal di Principe quale segno di intimidazione, ma lui ha spiegato che si trattava di pura cortesia.