Chiedono i soldi promessi e mai ricevuti dai loro datori di lavoro. Sono i nuovi schiavi quelli che, una cinquantina di persone provenienti soprattutto dal Bangladesh, ma anche da Pakistan, Nigeria e Costa d’Avorio, si sono riuniti nella sede della Caritas di Sant’Antimo per accendere i riflettori sulle loro condizioni di vita. Molti di loro vantano crediti di tre o quattromila euro a testa.

La maggior parte è impiegata al nero nelle fabbriche tessili, soprattutto nella zona di Crispano e Sant’Antimo.
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Di red