Oltre al Clan dei Casalesi anche altre organizzazioni camorristiche hanno fatto registrare la loro presenza nel parmense lo scorso anno, nel febbraio del 2007 il Tribunale di Parma ha inflitto ben 35 anni di carcere ad esponenti del Clan d’Alessandro di Castellammare di Stabia. questo nonostante il prefetto della città ducale sostenga che da quelle parti esiste la Camorra.
La sentenza fu emessa dal collegio composto dai giudici: Mariano Lo Moro, Pasquale Pantalone e Gennaro Mastroberardino, furono otto le persone accusate di aver ricattato il titolare di una pizzeria di Salsomaggiore dal Pm Massimiliano Serpi: 8 anni per Vincenzo Ascione (1.800 euro di multa); 8 anni e otto mesi per Ettore Spagnolo (2.000 euro di multa); 7 anni di reclusione ciascuno per Michele D’Alessandro (1.500 euro di multa) e Giovanni Romano (1.500 euro di multa), colpevoli del reato di estorsione, 5 anni per Pasquale D’Alessandro (10mila euro di multa), per il reato di usura. Assoluzione per non aver commesso il fatto per Salvatore Patrone, Sonia Carbone e Umberto Maiello. La vicenda risale al 2004, la vittima fu un imprenditore campano che per rilevare una pizeria a Salsomaggiore chiese un prestito ad alcuni personaggi residenti tra Castellamare di Stabia e Gragnano. La somma chiesta in prestito sarebbe stata di ventimila euro, che sarebbero diventati 30mila all’atto della restituzione del debito o, in alternativa, il 30% dell’attività commerciale, e puntualmente il malcapitato si trovò in difficoltà non riuscendo a fare fronte al prestito. Secondo le accuse il Clan alzò la posta: il 51% e di fronte all’esasperazione scattò la denuncia quindi l’arresto. Così fu sventato lo sbarco nel parmense del Clan D’Alessandro.
Salvatore Pizzo

Di red