Roberto Staffa 55enne pm napoletano, noto per la condanna nel ’97 a 19 anni di carcere per Maniero, ex boss della banda del Brenta accusato di 9 omicidi e, titolare dell’inchiesta romana sugli aborti clandestini che culminò con numerosi arresti, è stato ieri mattina incarcerato per concussione, corruzione e rivelazione di segreto d’ufficio. Secondo quanto emerso, Staffa aveva commesso una serie di violazioni col fine di ottenere favori sessuali.
L’inchiesta che ha portato all’arresto è partita da una segnalazione emessa dalla procura capitolina riguardante comportamenti irregolari del pm. Il rapporto incriminante sarebbe avvenuto con una donna nel suo ufficio a piazzale Clodio, in cambio di una concessione di permesso per un colloquio con un detenuto. Ad incastrare Staffa sarebbero state le riprese di una microtelecamera. Forte lo stupore nella cittadella giudiziaria, la vicenda infatti appare incredibile agli occhi dei più considerata la condotta del magistrato nei processi da lui seguiti riguardati casi di abusi sessuali e prostituzione, come il “caso Gerione” che vide un vasto traffico di ragazzi di vita gestito da un ex agente di polizia.
Il magistrato con la passione del canto e della musica leggera che faceva parte del gruppo ‘Dura lex’ costituito da altri pm e avvocati, ha concluso rovinosamente la sua brillante carriera come mai nessuno avrebbe pensato. Gli arresti sono scattati su richiesta della Procura di Perugia.
Ester Pizzo
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