E’ stato sottoposto ad un interrogatorio lungo diverse ore, Antonio Riano, il fioraio di Pianura accusato del duplice omicidio di Luigi Simeone e Immacolata Assisi, al termine del quale il gip Alessandro Buccino Grimaldi ha deciso di lasciarlo in carcere.
Riano ha risposto alle domande del magistrato senza, però, riuscire a convincerlo della propria innocenza. Il gip non ha convalidato il fermo perché non esisteva il pericolo di fuga, ma ha emesso ordinanza di custodia cautelare e il giovane è attualmente rinchiuso nel carcere di Poggioreale.
A incastrarlo sarebbe un’impronta sulla portiera del taxi della coppia e alcune riprese di una telecamera di un albergo della zona che ritraggono alle 21 – poco prima del delitto – il passaggio di una Renault seguita dal taxi dei Simeone. Secondo gli inquirenti l’auto nelle immagini sarebbe quella di Riano. Inoltre un’altra impronta ha indotto gli investigatori a ritenere il contributo di un complice nell’omicidio e nell’occultamento dei cadaveri. A rafforzare quest’ipotesi anche il fatto che il fioraio non conoscesse bene la periferia di Giugliano.
Il giovane davanti ai giudici ha negato tutte le accuse a suo carico, affermando durante l’interrogatorio: “Non li ho ucciso io”. Ha raccontato che la notte del delitto avrebbe comprato una bottiglia di spumante per festeggiare l’acquisto dell’appartamento insieme alla fidanzata, per poi recarsi successivamente da suo cognato per la consegna di un assegno. La famiglia del presunto assassino racconta intanto di non credere alle accuse, sostiene invece che Antonio Raino sarebbe stato vittima di una truffa e che la casa dei Simeone sarebbe stata venduta ad altre 5 persone. Nel frattempo gli inquirenti stanno ricostruendo la storia della compravendita dell’appartamento, al momento stanno cercando di rintracciare il notaio che ha firmato l’atto di compravendita.
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