L’arrivo degli incendi di questi giorni programmati da menti ignoranti, malate o criminali scatena apparenti e focose ( a parole ) indignazioni. E’ un dèjà vu di falsità soprattutto da parte degli Amministratori e Servitori dello Stato. Le Province di Napoli e Caserta sono degli infiniti immondezzai da tanto tempo. La maggioranza delle strade sono segnate – come pietre miliari – da cumuli infiniti di rifiuti che nell’indifferenza generale (Magistratura, Polizie di Stato e Locali, ASL, Amministratori Regionali, Provinciali e Comunali) periodicamente vengono bruciati.

Esempi concreti: i Comuni di Lusciano e Marcianise sono retti da Commissari Prefettizi. Questi comuni accolgono da mesi cumuli di rifiuti, specie nelle periferie, che non sono raccolti ma lasciati ridurre a mucchi fumanti ad opera di criminali piromani. La combustione dei rifiuti crea poi problemi di trattamento degli stessi. Quando un Medico nota che una persona sta male ha il dovere di prestare le cure, un Poliziotto che assiste ad un reato ha l’obbligo di intervenire. Per gli incendi sia di sterpi che di rifiuti nessuno si muove, nessuno interviene perché si aspetta che siano altri ad impegnarsi. Di fronte a questi sfacciati ed indegni comportamenti, è ora che i cittadini intervengano singolarmente e collettivamente, denunziando i responsabili, urlando la loro vera indignazione verso gli inetti, i fannulloni ed i collusi. E soprattutto accendere i riflettori su tutte le vergogne che rendono invivibile e sempre più miserabile la nostra terra, tenendoli accesi fino alla soluzione dei problemi. La forza di tutti i fannulloni, i malandrini ed i criminali che ci avvelenano quotidianamente sta nella nostra rassegnazione. In quella mentalità disfattista ed imperante che recita: tanto non cambia nulla e quindi a qual pro lottare? Chi la pensa così è causa del nefasto avvenire dei propri genitori, figli e nipoti: per questo anche se non si salvano loro almeno si impegnino per i loro cari. Gli incendi come i rifiuti avvelenano tutti.

Gennaro Mariniello Aversa