I lavoratori dell’Indesit di Brembate hanno detto "sì" all’accordo raggiunto dalle organizzazioni sindacali con il Gruppo Indesit. Su 386 lavoratori presenti in azienda e 346 votanti, 306 si sono espressi favorevolmente, ben l’88%; 30 sono stati i contrari, mentre 10 le schede nulle. "Il voto favorevole dei lavoratori rispecchia l’andamento positivo riscontrato nelle assemblee – dice Ferdinando
Uliano, segretario generale della Fim Cisl di Bergamo -, ora le organizzazioni sindacali e l’azienda dovranno provvedere immediatamente a dare gambe a tutto il percorso di ricollocazione e reindustrializzazione previsto nell’accordo. L’obiettivo adesso, per cui il voto ci carica di responsabilità, è di trovare occupazione a tutti i lavoratori attualmente presenti nello stabilimento di Brembate. Siamo soddisfatti – conclude Uliano – per la valutazione positiva che i lavoratori han dato all’operato delle organizzazioni sindacali". Il piano Italia di Indesit Company prevede investimenti per 120 milioni di euro, destinati all’innovazione di prodotto e di processo diretti ad indirizzare gli stabilimenti italiani del gruppo su produzioni ad alto contenuto tecnologico, ma presuppone anche la chiusura di due siti: Brembate (Bergamo) e Refrontolo (Treviso) con tagli per 510 lavoratori. Tagli e chiusure legati alla nuova scelta di accorpare la produzione delle lavatrici "top loading" e "prodotti speciali" di cottura negli stabilimenti di Teverola, Carinaro e di Fabriano (An). L’accordo votato ieri dai lavoratori prevede che sia inserito l’acceso alla cassa integrazione speciale a partire dal 1 aprile 2011 per la durata di due anni; alla fine del percorso l’azienda si dovrà impegnare a trovare alternative all’utilizzo della mobilità e dei licenziamenti collettivi.