Se i produttori della Mozzarella di Aversa hanno oramai deciso di non promuovere il loro prodotto, un’insperata mano alla nostra regina dei formaggi arriva dalla Lega Nord, che sopperisce a questa mancanza in modalità tutta “padana”: semplicemente sparandola grossa tanto da creare clamore. I nostri mozzarellari da tempo hanno rinunciato a pubblicizzare l’oro bianco di Aversa, se mai l’hanno fatto.
Questi imprenditori che hanno la fortuna di avere un prodotto che nonostante tutto si vende, hanno aderito ad un generico Consorzio della Mozzarella di Bufala Campana, in cui la specificità aversana è scomparsa, tanto che tollerano come se nulla fosse che la sede di questo ente sia addirittura in una località, San Nicola la Strada, che nulla c’entra con la regina dei formaggi, e che addirittura considera “campana” la mozzarella prodotta nel Lazio, nel Molise e in Puglia, eppure chi ha fatto la quinta elementare la geografia italiana la dovrebbe conoscere. Mettere la sede del Consorzio in quel posto, sarebbe come se fosse normale che la sede Consorzio del Prosciutto di Parma venisse ubicata in provincia di Piacenza, robe da matti. Un’uscita del Ministro degli Interni Roberto Maroni, che vuole padanizzare la mozzarella parla chiaro, ha detto: "L’hanno inventata i longobardi, a portarla in Italia sono stati i longobardi”, sarà pure, ma evidentemente l’esponente leghista non si riferisce a quella di Bufala, perché se si tratta di quella evidentemente i longobardi l’avranno portata direttamente qui da noi, cosa che pure potrebbe essere. Con tutto il rispetto per la pianura del “Dio Po”, da quelle parti le bufale non riescono a vivere, hanno bisogno dell’habitat della nostra Liburia. Maroni, citando come fonte Arrigo Petacco, ha già messo le mani avanti: "Non so se è vero, lo dico con beneficio d’inventario", ma la sua autorevole affermazione è servita a scatenare una boutade, che dal punto di vista della pubblicità non guasta. Il fatto che i parlamentari della Lega Nord vogliano bene alla nostra mozzarella non è una novità, lo scorso anno il deputato parmense Fabio Rainieri insieme ad un’altra parlamentare del carroccio, la veronese Giovanna Negro, ha firmato una risoluzione a difesa della filiera della nostra Mozzarella di Bufala. Rainieri all’epoca da noi interpellato si definì innanzitutto un “agricoltore –deputato”. Un’appartenenza agricola che il parlamentare ricordò con orgoglio, e spiegandoci la sua iniziativa disse: “Sono un agricoltore è capisco i problemi, anche in questo momento, mentre parliamo, sono nella mia stalla” – continua Ranieri – “ho agito come parlamentare della Repubblica Italiana a difesa dell’agricoltura. – continua Rainieri – Il presidente della Commissione Agricoltura, l’onorevole Russo (campano del Pdl, ndr), sapendo che sono un conoscitore della materia, ha voluto che mi recassi, con la collega Negro, in missione in alcune aziende agricole della Campania e ci siamo resi conto dei problemi”. Anche un altro leghista doc, l’ex ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Luca Zaia, ora presidente del Veneto, ha sottoscritto un protocollo di intenti per rilanciare la filiera della Mozzarella di Bufala, ha detto l’esponente del governo: "Il progetto di rilancio della Mozzarella di Bufala Dop, del resto, è stato il mio primo impegno di ministro. E già molto, credo per unanime riconoscimento, è stato fatto nella direzione della trasparenza, della tutela e per la promozione sui mercati nazionali ed esteri". Quindi grazie all Lega e viva la Mozzarella di Bufala Campana, e di Aversa. . Il primo documento ufficiale che parla della mozzarella aversana risale agli inizi del XV secolo. Secondo alcune fonti storiche, già nel XI secolo i monaci dell’Abbazia di San Lorenzo ad Septimum, che oggi ospita la facoltà di architettura, offrivano una "mozza" con un pezzo di pane ai componenti del Capitolo che ogni anno si recavano in processione. Altre ipotesi indicano la Mozzarella di invenzione normanna, (popolo che fondò Aversa,la prima contea normanna nel Mediterraneo); secondo altre fonti furono gli Angioini sotto la cui dominazione la città normanna è indubbiamente ricaduta.
Salvatore Pizzo