
Dan Peterson, uno che di basket se ne intende, lo dice da sempre: “Mai fare passaggi schiacciati a terra”. Il suggerimento evidentemente non deve essere noto a Jumaine Jones, che proprio così ha cercato di servire Ere, quella che poteva essere la palla del pareggio e che invece, intercettata dalla difesa dell’Angelico è diventata la pietra tombale per l’esordio nel con sconfitta nel nuovo campionato della Juve Caserta. Battuta da Biella per 87-91 al termine di una gara brutta e confusa che ha evidenziato come la compagine bianconera sia indietro nella preparazione, soprattutto dal punto di vista mentale. Perché la palombella sbagliata da Jones è stato il corollario di tutt’una serie di scelte scriteriate in attacco, che hanno trovato negli errori ai tiri liberi dei normalmente precisissimi Ere, Bowers e Di Bella, il prologo, perché finisse così. E dire che la contesa al Palamaggiò affollato da 3500 spettatori, era iniziata con la Juve avanti praticamente sempre nei primi due quarti, con l’ex Garri (19 punti alla fine per lui) all’esordio in campionato in canottiera bianconera che faceva a fettine sotto le plance l’imberbe croato Suton. Ben aiutato nell’area colorata, dove si attende l’esordio di Eric Williams, ancora alle prese con il passaporto bulgaro e una forma da ritrovare, da Jumaine, che faceva sentire il suo peso in attacco. Al ’17 dopo una bomba di Bowers, il massimo vantaggio (43-33, grazie anche ad una buona difesa per merito di Martin, e Doornekamp) per i padroni di casa e la sensazione di una partita in discesa. Invece lì iniziava la lenta e inesorabile resa che avrebbe portato al cocente finale. A cavallo del primo e secondo tempo infatti grazie al corri e tira di Biella favorita da una serie di sciocchezze in attacco della Juve e alle mani calde di Chessa, Viggiano e Slaughter (53 punti per loro), la partita veniva ribaltata e al 22’ il tabellone segnava (49-51) per gli ospiti. Caserta col fiato addosso, quando pensava di aver risolto la pratica non riusciva più a difendere di squadra, e Biella (che trovava gemme dalle mani del panchinaro Jurak) come una formica scavava piano piano il vantaggio decisivo. Una squadra quella allenata da coach Cancellieri (al suo esordio in serie A) che non credeva ai suoi occhi, che sul massimo vantaggio (66-74, al ‘34 dopo tiro da 3 di Chessa) si faceva venire il braccino e dava l’opportunità ad una Juve sbadata di rientrare. Ma la brutta circolazione orchestrata da Bowers (ieri davvero negativo) e Di Bella (vittima anche di una botta al ginocchio già malandato), la scomparsa di Ere che non ne metteva una dentra che sia una, e il quarto fallo di Garri, non consentivano alla Pepsi di approfittare del back-out biellese. Prova ne siano i tiri liberi sbagliati in serie e la malpensata scelta di Jones a 30 secondi dal termine. Il fallo di frustrazione sull’intercetto di Viaggiano lanciato in contropiede e le successive realizzazioni dei due liberi conseguenti, mandavano in archivio la partita.
PEPSI CASERTA – ANGELICO BIELLA 87-91
(25-20; 22-23; 17-23; 23-25)
Pepsi: Koszarek 5, Di Bella 12, Bowers 8, Garri 19, Doornekamp 4, Ere 21, Martin 2, Jones 16, Colussi, Marzaioli ne, Parrillo ne, Cefarelli ne. Coach: Sacripanti.
Angelico: Sosa 9, Slaughter 27, Viggiano 17, Salyers 9, Suton 7, Chessa 9, Soragna 3, Jurak 10, Minessi ne, Mariani ne. Coach: Cancellieri