Continua la disputa per la nuova denominazione della Sun – Seconda Università di Napoli, che con ogni probabilità sarà rinominata «Università della Campania – Luigi Vanvitelli». L’indicazione è arrivata in modo deciso, dai Dipartimenti incaricati di valutare le tre possibili alternative, che hanno prescelto quest’ultima alle meno gradite «Università di Caserta» e «Università Luigi Vanvitelli».
Si punta così ad una denominazione che meglio racchiuda l’eterogenea collocazione delle sedi dell’Ateneo, un riferimento territoriale ed una scelta che si dissocia con fermezza da quel ramo filo casertano che aveva proposto una provincializzazione anche nel nome dell’Ateneo, istituito peraltro nel 1991 con decreto dell’allora Ministro aversano Antonio Ruberti. L’ateneo sorto con l’impegno dell’illustre ingegnere normanno, sviluppatosi a costo zero come costola dalla Federico II di Napoli, ha mantenuto nel tempo e nel nome il legame con il capoluogo campano, con la presenza della facoltà di Medicina appoggiata ancora al primo Policlinico di Napoli, nonostante gli altri dipartimenti siano tutti ubicati tra Aversa, Santa Maria Capua Vetere, Capua e Caserta.
Proprio contro Caserta si sono mossi migliaia di studenti ed ex universitari che, hanno difeso fin dall’inizio il nome originario ritenuto un miglior biglietto da visita anche in ambito europeo, dove le motivazioni casertane non hanno rilevanza di alcun genere. L’azione, considerata un grave ed imperdonabile errore sia dal punto di vista democratico che culturale, simbolico, giuridico ed economico, è stata fortemente contrastata e ha fatto proliferare anche altre alternative decisamente più condivise, come per esempio «Terra di Lavoro – Antonio Ruberti» che meglio riconosce l’effettiva territorialità e i meriti concreti. Insomma se proprio un cambio ci deve essere, tutti guardano alla sostanza rifiutando la mera ed inutile apparenza.
Ester Pizzo
Giù le mani, le Università Aversane non sono né di Napoli né di Caserta
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