aversa normanna simboloLa società granata dopo il preoccupante avvio di stagione con i poco lusinghieri risultati conseguiti nelle partite di Coppa Italia, ha fatto sapere di aver ingaggiato dal Napoli il terzino Alessandro Diana e dalla Neapolis Frattese il portiere Raffaele Gragnaniello. Diana è cresciuto nel settore giovanile partenopeo, per poi approdare lo scorso anno alla Cavese. Già dal giorno dopo il match di Coppa Italia

con l’Isola Liri, Diana ha svolto gli allenamenti con i nuovi compagni di squadra. Ora è pronto ad affrontare questa nuova avventura in maglia granata. “Sono un esterno destro”, – afferma Diana – “ma all’occorrenza posso giocare anche a sinistra, essendo un ambidestro. Sono veloce, bravo tecnicamente e credo di dare il meglio di me stesso nella fase offensiva. Nell’Aversa Normanna ritrovo alcuni dei miei amici della Primavera del Napoli, come Varriale, Gatto, Piccirillo e Guarracino. Li conosco tutti molto bene. Anche per questo ritengo che sia una squadra adatta alle mie caratteristiche”. Gragnaniello è più navigato: dalla stagione 2000/01 la carriera di Gragnaniello è stato un continuo viavai tra serie B, C1 e C2. Dopo aver indossato la maglia della Casertana e l’esordio in serie B con il Napoli nel 2002/03 l’arrivo a Giugliano, dove rimane per tre stagioni. Con l’Avellino c’è il ritorno in cadetteria, mentre Potenza e Neapolis sono le squadre in cui ha disputato le ultime due stagioni. “Per prima cosa vorrei ringraziare la dirigenza normanna, – esordisce Gragnaniello – nelle persone del presidente Spezzaferri, dell’amministratore delegato Cecere e del direttore generale Pannone. Ho scelto Aversa, rispetto ad altre piazze che mi hanno contattato, perché il progetto della società mi sembra interessante e la dirigenza ha dimostrato grande volontà nel prendermi. Vengo con una grande voglia, maggiore anche dei tanti giovani presenti nella rosa. Ho esperienza, ma non sono certo da pensione. Anzi, sono sicuro che Aversa sia l’inizio della mia nuova carriera. Fra i giocatori presenti in rosa conosco gli esperti Zolfo, Marzocchi, Longobardi e Castaldo, ma anche il giovane Campanella, che era nella Primavera dell’Avellino negli anni in cui ho militato nella formazione irpina. Il mio obiettivo è quello della società. Salvarci nel modo più tranquillo possibile. Non sarà facile, ma lavoreremo per raggiungerlo e perché in campo si possa sempre rendere al massimo”.

Di red