Non si può parlare di una scuola "degradata", lasciando intendere che ciò sia di colpa di chi ci lavora, costretto a farlo in condizioni sempre più pesanti e difficili. Se c’è un degrado crescente, è casomai quello dell’attenzione e dell’impegno ad investire come si dovrebbe sull’istruzione e la formazione. Questo Governo non sembra preoccuparsi di spendere meglio, ma soltanto di spendere meno.
Non è questo che serve alla scuola, né al Paese, che di una scuola migliore ha bisogno per darsi prospettive di rilancio e di crescita. Anche sui dati dell’OCSE serve da parte di tutti un approccio serio, che non selezioni accuratamente solo quelli da spendere "a (im)proprio uso e consumo": essi ci sollecitano a ripensare in modo attento l’impiego delle risorse investite nella scuola, ma non ci invitano affatto a spendere di meno. Ci chiedono esattamente il contrario.