In un territorio caratterizzato da un’elevata presenza di beni confiscati alla camorra, la promozione dell’imprenditorialità sociale diventa un’attività importante per gli enti pubblici e le istituzioni. Se n’è parlato giovedì al Teatro della Legalità di Casal di Principe, durante l’incontro “Le criticità della promozione dell’imprenditorialità sociale”.
L’esperienza degli ultimi anni, a partire dalla promulgazione della legge 109/96, ha evidenziato una serie di criticità nell’utilizzo dei beni confiscati alla camorra, in gran parte legati al contesto e ai fondi necessari, per il loro recupero e la gestione. Quali sono le difficoltà che le imprese sociali devono affrontare, per il recupero e la gestione dei beni confiscati alla camorra? Quali le azioni che le istituzioni devono attuare, per favorirne l’utilizzo e la crescita e lo sviluppo delle imprese sociali? Quali sono le leve fondamentali per lo sviluppo delle imprese sociali? Alcune importanti indicazioni vengono dall’ultimo lavoro di Pasquale Iorio “Impresa sociale, innovazione e legalità”, che verrà presentato in occasione del seminario, assieme ad esperienze dirette e casi di successo. L’iniziativa è promossa da Agrorinasce, Agenzia per l’innovazione, lo sviluppo e la sicurezza del territorio e la Facoltà di Economia di Capua, nell’ambito degli incontri “Cultura e legalità per lo sviluppo”. Sono intervenuti: Mario Sorrentino – Seconda Università degli Studi di Napoli – ; Giovanni Allucci – amministratore delegato Agrorinasce – ; Vanda Spoto – Presidente Lega Coop Campania – ; Gianluigi Traettino – responsabile nazionale Etica e Sud, Giovani di Confindustria – ; Edoardo Imperiale – direttore generale Città della Scienza Spa – ; Giuseppe Pagano – Coop. Sociale Agropoli Onlus, moderati da Pasquale Iorio (CGIL Campania).

Di red