"Quindici anni dopo, l’uccisione di don Diana non cessa di suscitare orrore e ci costringe a riflettere: quel sacerdote impegnato contro la camorra assassinato in chiesa fu il simbolo inumano di una criminalità che voleva dichiararsi padrona di tutto, degli affari, del territorio e anche degli uomini". Queste le parole con le quali segretario del Pd Dario Franceschini ha ricordato don Giuseppe Diana, ha anche detto:
"Era a il tentativo di piegare chi resisteva, chi denunciava, chi non rinunciava alla parola e all’accusa. Allora il Clan dei Casalesi credette di aver vinto la guerra dichiarata allo Stato e alla società civile della Campania. Oggi, mentre molti di loro, cominciando dai boss più pericolosi, sono finiti in carcere, possiamo dire che non avevano ragione, che le persone perbene non erano state sconfitte e zittite. Quella guerra è ancora in corso. Noi siamo dalla parte di don Peppino e di tutti quelli che a Casal di Principe, in tutta la Campania, in tutto il nostro Sud, si battono contro i poteri criminali che strangolano l’economia e rubano la libertà: siamo per la legalità. E’ un impegno che deve riguardare tutto il paese e che il PD ha messo tra i suoi compiti primari: lo abbiamo ribadito nelle piazze, torneremo a dirlo con forza”.

Di red