scarpe bruno menditto Un guizzo che è emerso dal mare di aversanità che ha dentro di se, lo ha portato a diventare uno stilista per caso. Si chiama Bruno Menditto, trentasettenne della città normanna, che ha avuto l’idea di disegnare un paio di scarpe che “parlano aversano”. Un tempo le calzature erano un prodotto trainante dell’artigianato locale, un’eccellenza che si distingueva per qualità e che l’idea di Menditto ha riportato almeno in queste ore alla ribalta delle cronache.

Ha disegnato un paio di scarpe con sopra impresso l’Arco dell’Annunziata, sfatando anche un vecchio adagio: “Gli aversani hanno due facce come l’orologio dell’Annunziata”, una metafora per dire che si è poco attendibili, perché il famoso orologio è noto per riportare un’ora diversa a seconda del lato da cui lo si guarda. Sulle scarpe l’ora è esatta su entrambi i lati. Menditto ha potuto produrre il suo prototipo (“muriello” nel gergo nostrano) grazie alla disponibilità di un calzaturificio (Gan’s) di una storica famiglia di “scarpari” aversani, gli Andreozzi. Domani verrà presentato al Convegno “Terra d’Eccellenze” che si terrà all’ex Macello e sono già in corso i contatti con qualche maison locale per distribuire su vasta scala le scarpe aversane ma eseguite con precisione svizzera. Riportano l’ora esatta.
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Di s.p.