Sono stati resi noti i motivi della scarcerazione di Carmine Zagaria, fratello del boss del Clan dei Casalesi Michele Zagaria, arrestato lo scorso mese di aprile è successivamente rimesso in libertà dal collegio della XII sezione del Riesame di Napoli (presidente Teresa Areniello, giudici Rosanna De Rosa ed Elvira Russo). I giudici ritengono che «sussiste certamente un quadro di forte sospetto
circa il coinvolgimento di Zagaria Carmine nella vicenda, ma non un grave quadro indiziario». L’inchiesta riguarda le minacce che avrebbe subito un imprenditore della zona aversana che si è trasferito a Modena, dove secondo gli inquirenti sarebbe stato costretto a rinunciare alla riscossione di un credito e a cedere un appartamento. L’episodio emerge da un’indagine il cui inizio risale al maggio 2007, quando la vittima denunciò alla squadra mobile di Modena un tentativo di estorsione. L’uomo ha riferito che quando è tornato a Casapesenna è stato schiaffeggiato in pubblico, ma ha avuto il coraggio di fare nomi e cognomi. Ha raccontato che è stato anche minacciato con un coltello, stando a quanto si è saputo: aveva affidato un subappalto ad un altro imprenditore, il quale non aveva rispettato il contratto e per garanzia aveva offerto l’appartamento intestato alla moglie firmando davanti a un notaio, ma quest’ultimo ha chiesto aiuto al clan.
Salvatore Pizzo