Le cosiddette macchinette mangiasoldi, le slot machine, ed i videopoker da piazzare nei bar sono uno degli affari che il Clan dei Casalesi, grazie ai suoi nuovi affiliati modenesi, ha esportato in Emilia replicando quanto già perpetra in Campania. A parlarne per la prima volta è stato l’ex boss, ora collaboratore di giustizia, Domenico Bidognetti noto come “Cicciotto e’ Mezzanotte”.
Nel 2007 in un interrogatorio il pentito disse che gli aggeggi elettronici venivano imposti ai titolari dei locali pubblici, ma il clan garantiva loro persino il pagamento di eventuali multe e i costi di eventuali azioni giudiziarie, dovute ad eventuali infrazioni riscontrate dalle forze dell’ordine. Per il clan si trattava di una liquidità enorme che ogni giorno affluiva nelle sue casse. In passato i Casalesi a Modena, sempre grazie ad appoggi di “amici” reclutati in zona, sono stati interessati anche alle bische clandestine. Segno che il gioco tira.
Sa.pi.

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