È stata ascoltata dai Carabinieri la donna che vuole, con il suo contributo, aiutare gli inquirenti a fare chiarezza sulla morte del piccolo Antonio Giglio, il bambino di 3 anni caduto dal balcone di una palazzina del Parco Verde, dove a distanza di un anno è precipitata anche Fortuna Loffredo. La donna nonostante la paura per le minacce subite, da parte di persone che a suo dire le intimavano di cambiare versione, continua a ribadire di aver assistito quel 28 aprile 2013 alla tragica morte del bimbo.
Le dichiarazioni della super testimone mettono in discussione le precedenti dichiarazioni di un altro teste presente al momento della tragedia , e che peraltro aveva dichiarato di essere in quel momento sola con il bambino in casa. In particolare oltre alla presenza della super testimone nell’abitazione, le dichiarazioni della stessa accendono nuovi dubbi, che in parte gli inquirenti già avevano, rispetto alle modalità con cui il piccolo si sarebbe avvicinato alla finestra dalla quale precipitò. Per gli inquirenti è apparso, fin da subito, alquanto improbabile che un bimbo di quella età e statura potesse arrivare da solo al davanzale e sporgersi per vedere un aeroplano tanto da precipitare. Si tratta di particolari fondamentali che potrebbero fare la differenza per arrivare alla verità. Non è escluso che la morte dei due bimbi, connotata da diversi elementi comuni, come la mancaza di una scarpetta e la permanenza più o meno lunga nella casa del piccolo Antonio prima di perdere la vita, potrebbe portare all’individuazione di un unico movente.
{fcomment}.