Luiso

L’ex bomber di Aversa guiderà in serie D la squadra ciociara

Pasquale Luiso (Aversa, 30 ottobre 1969) è un ex calciatore italiano che giocava come centravanti

Cresce nell’Afragolese, con cui gioca tre campionati di Serie C2 ed uno di Interregionale giocando come ala destra. Nel 1990 si trasferisce al Sora, dove l’allenatore Claudio Di Pucchio lo sposta al centro dell’attacco: in quattro stagioni segna 59 reti, conducendo i laziali alla promozione in serie C2 nel 1992. In quegli anni, per il gioco irruento e l’abilità nel colpo di testa, si guadagna il soprannome Toro di Sora che lo accompagnerà per tutta la carriera. Nel campionato 1993/94 è capocannoniere del suo girone di Serie C2, realizzando 22 reti e conducendo la sua squadra alla promozione in Serie C1 dopo i playoff

Nel 1994 passa al Torino, con il quale esordisce in Serie A sotto la guida di Rosario Rampanti. Chiuso da Ruggero Rizzitelli e Andrea Silenzi, in ottobre va al Pescara in Serie B, segnando 7 gol in 21 gare.

L’esplosione: Avellino, Piacenza e Vicenza

Nel campionato 1995/96 viene ceduto inizialmente al Chievo Verona, ma prima dell’inizio della stagione si trasferisce all’Avellino. In Irpinia segna 19 reti in 36 partite, che però 

non bastano a evitare la retrocessione in Serie C1. Le prestazioni all’Avellino gli valgono la chiamata in Serie A al Piacenza. Con gli emiliani gioca come centravanti titolare, mettendo a segno 14 reti in campionato, tra cui quella decisiva (in rovesciata) nella vittoria sul Milan per 3-2[1], che provoca l’esonero di Oscar Tabarez e il ritorno di Arrigo Sacchi sulla panchina rossonera. Oltre che per le prestazioni sportive, guadagna notorietà nazionale per l’esultanza dopo i suoi gol, ballando la macarena con i compagni di squadra. Grazie alle sue prestazioni, il Piacenza ottiene la salvezza dopo lo spareggio con il Cagliari, nel quale Luiso realizza altre due reti.

Nell’estate del 1997 si trasferisce al Vicenza nell’ambito dello scambio con Roberto Murgita. Nel suo primo anno a Vicenza segna 8 reti in campionato e altrettante in Coppa delle Coppe, diventando il capocannoniere della manifestazione europea.

Gli anni della Serie B

La stagione successiva, tuttavia, non è all’altezza della prima: la squadra veneta retrocede al termine della stagione, mentre Luiso a gennaio passa al Pescara con cui sfiora la promozione. Tornato l’anno successivo, è fra gli artefici della promozione in Serie A dei biancorossi (13 reti nella Serie B 1999-2000), ma nella massima serie viene relegato a rincalzo, e a gennaio 2001 passa alla Sampdoria, di nuovo nella serie cadetta. Nella seconda metà del campionato segna 10 reti, e i blucerchiati concludono al quinto posto il campionato, ma l’anno successivo non ritrova il feeling con il gol, mettendo a segno 3 reti in 26 partite.

Nel 2002, svincolatosi dalla Sampdoria, si trasferisce prima all’Ancona e poi alla Salernitana, entrambe fra i cadetti, ma senza lasciare segno. Inizia la stagione 2003/04 nel Catanzaro, per poi ritornare all’Ancona, nel frattempo promosso in Serie A, con cui torna brevemente a giocare nella massima serie (3 partite).

Gli ultimi anni

Rientrato in Calabria nella stagione successiva, non viene mai impiegato e a gennaio 2005 torna al Sora per qualche mese, prima di una nuova avventura in Serie C1 fra le file del Teramo. A g

ennaio 2007 viene ceduto al Celano, squadra che milita in serie C2, dove contribuisce alla salvezza realizzando 6 reti in 10 partite.

Conclude la carriera nella stagione 2007-2008, militando nel Priverno (Eccellenza laziale) e da novembre 2007 per la terza volta al Sora, in Promozione.

Allenatore

Conclusa la carriera agonistica, Luiso intraprende quella di allenatore. Il 20 gennaio 2010 viene assunto dal Sora, in Eccellenza laziale, con cui conquista una salvezza nella prima stagione[15], e la promozione in Serie D nella seconda

Di red