maurizio patriciello“Noi abbiamo ancora fiducia nello stato, e quando ci è stato detto che arrivava l’esercito abbiamo risposto che forse era meglio di no, forse era meglio potenziare le forze dell’ordine che sono sul territorio. Ci fu detto 850 militari per due anni, sono diventati 100 militari per un anno solo. Tra otto mesi andranno via e lasceranno le cose come sono”. Maurizio Patriciello, parroco di Caivano, esprime un giudizio molto duro sull’invio dell’esercito nella Terra dei Fuochi: “I militari sono pochi – continua –

 

 e su una fascia di territorio così vasta possono fare ben poco. E’ servito a fare qualche piccola cosa, ma già l’abbiamo detto tante volte, che se si va ad arrestare chi brucia in campagna non cambia molto. Bisogna risalire ai mandanti”.  Qualche giorno fa si è  tenuto a Napoli il vertice, presso la Prefettura, per fare il punto della situazione sulla Terra dei fuochi a un anno dal Patto stipulato l’11 luglio del 2013 e alla luce del decreto 136 sulla Terra dei Fuochi, convertito in legge lo scorso febbraio e che tra le misure ha proprio l’utilizzo dell’esercito contro i roghi tossici.

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